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20 febbraio 2009

Ancora più giù


foto by onixa Deviantart


In questo periodo mi manca un tantino di sprint…
Mi manca la voglia di parlare, di scrivere, di comunicare in generale.
C’ho costantemente i maroni che girano, ma la cosa più pesante da sopportare è che mi manca la voglia e la determinazione di perdonare. E’ una difficoltà grossa, enorme, pesante, tanto che preferisco tenermi i miei rancori e sguazzare nella mia cacca, piuttosto di fare uno sforzo che farebbe bene tanto a me quanto a chi mi circonda.
Mi mancherà l’attività “spirituale”, mi mancherà un maestro, mi mancherà la volontà, non lo so.
In questo giorno è il compleanno del mio caro papà, un anno fa gli scrissi qui, oggi non saprei cambiare né aggiungere alcunché di quel che dissi; in un anno intero non mi sono mossa di un millimetro, stagno e forse sono solo peggiorata (dal mio intimo punto di vista).
Dovrebbe essere un giorno allegro, invece divento sempre più cupa.
Dovrei cancellare tutto e rifarlo.
Vorrei rivivere tutto daccapo e cambiare quasi ogni secondo della mia vita.
Si ma per viverlo come? Per rifare le stesse cose? Per ripetere gli stessi errori? Per faticare di nuovo!!?? Anche avendo le conoscenze di oggi non sarei capace di migliorare una sola virgola perché semplicemente non ne sono capace, altrimenti potrei farlo anche adesso.
Sto diventando noiosa e paranoica, che schifo.
Ma chi ha il coraggio di seguire il blog di una persona così????

Tanti auguri papà, perdonami tu che lo sai fare, io ti voglio bene, a modo mio.

27 gennaio 2009

Aggiornamento in corsa

Il tempo stringe (sempre!) i giorni volano, la salute è cagionevole un po' per tutti... ma siamo qua lo stesso ed è quel che più conta.
La pancia cresce, i disturbi sono sempre quelli, aggiungiamo quattro dentini di Francy che hanno deciso di spuntare all'unisono, un piccolo raffreddore (sempre per l'Infanta) quindi notti insonni e/o agitate a gogò.
Che altro dire? La settimana scorsa praticamente nessuno ha visto la piscina di noi 3, tra malesseri e fiacca abbiamo saltato anche il nostro momento di sfogo acquatico, che scatole!
Nonni ammalati, amici abbacchiati... non mi pare un gran periodo per nessuno insomma.
Io continuo ad arrovellarmi in silenzio sul mio caratteraccio e non so se cercare la soluzione tra gli antenati o gli alieni, o semplicemente addossarmi le mie responsabilità e mandare giù i rospi, ma è troppo difficile comunque.
No, non è una bella giornata.
Non ne vedo da un po'.
Il fatto ancora più grave è che mi sto televisivizzando... insomma dai cartoni animati a x-factor a ballando con le stelle, non è possibile rimanere sani di mente!!!
Urge rimedio.
Aggiungiamo anche l'indecisione sul nome del nascituro/a??? Fatta, bingo!
Insomma, cheppalle era meglio se non scrivevo niente :)


Adesso vi metto un elenco di nomi, sentitevi obbligati a suggerircene uno maschile e uno femminile. Grazie della collaborazione!

Sofia
Stella
Paola
Maddalena
Margherita
Moira
Lara
Lorena
Ilaria
Irene
Isabella
Gaia
Giorgia
Erika
Diana
Caterina
Beatrice
Agata
Alice
Angela
Angelica
Arianna

Giorgio
Giuliano
Ivano
Ivan
Lorenzo
Leonardo
Luciano
Massimo
Massimiliano


18 ottobre 2008

Schifo... ancora una volta, una di più.

Oggi è un giorno di quelli che vorresti definire "no".
Invece oggi è stato il giorno della prova, che senti essere stata miseramente fallita.
Se fosse stato un altro giorno, tipo in cui il Generale fosse stato assente per lavoro, mi sarei sicuramente suicidata, oppure avrei fatto fuori la fonte dei miei problemi, ma per fortuna non è stato così.
Oggi è stato l'apice (non ancora terminato) di accadimenti nefasti e milioni di domande (anche molto, molto brutte) nella mia mente, senza risposta e senza motivo.
Oggi non ho saputo mettere in pratica neppure una briciola di ... niente.
Anche in questo preciso istante ho fatto un errore (grosso) con chi mi sta accanto, non ho saputo controllare il mio stato emotivo (che novità del cazzo) ed ho reagito malissimo, maltrattando chi mi ama (come al solito).
Non so accettare i problemi, non so risolverli, non so perdonare me stessa nè gli altri, non so fare niente.
Essere responsabili delle proprie azioni, della totalità della vita che vivi e che vivono gli altri, è pesantissimo e inaccettabile.
Io non ho la stoffa psicologica nè fisica per sopportare tutto questo.
Vorrei solo sparire, non esistere, mai più in questo mondo, mai più in questo corpo, tutto mi fa schifo, io per prima.
E' l'ennesimo sfogo inutile in questo spazio.
Non cerco comprensione, non cerco consolazione, non cerco consigli, sputo solo un po' di veleno, perchè è quello che mi scorre nelle vene e non ne so fare a meno.
La sfera grigia della mia sofferenza mi soffoca e mi sottraggo alla sua interpretazione.
Giada, che associativa di merda che sei.

26 agosto 2008

Amara medicina

Oggi è stata una giornata difficile.
Ho schifo di me. Capita. Spesso purtroppo, di questi tempi.
Ho portato l’Imperatrice a fare i vaccini e le è venuta un po’ di febbre come al solito, ma per il resto è stata allegra e giocosa per fortuna, ma io ogni volta che le fanno quelle punturine di veleno mi sento una merda.
Dover discutere poi ogni volta con i dottori dei vaccini che non voglio le vengano somministrati mi fa salire la bile e mi rovina l’umore per giorni.
E’ una lotta continua, non sono convinta del tutto che non vadano fatti né il contrario.
E’ solo angoscia. E’ solo paura di farle del male.
Un essere perfetto e sano viene contaminato con virus dormienti e altre sostanze nocive per evitare che un giorno venga infettato da quelli veri e propri, intanto alcuni bambini restano lesi per sempre a causa di queste pratiche, ma si dice che sono casi rari, vuoi che capiti proprio a te…
Basta, non voglio far polemiche, non mi va di combattere contro sistemi consolidati, moralità, giudizi e pregiudizi, la medicina è un grande bene quanto un grande male.
So solo che non ho fatto una scelta chiara e precisa, anche perché la mia metà non è d’accordo con certi aspetti della faccenda, quindi tutto è doppiamente difficile.
Passando oltre c’è da dire solo che il mio umore è sempre instabile e ballerino, giuda cane!
Ieri ho fatto una seduta di “terapia” e gli effetti benefici sono durati solo un soffio nel vento.
C’è da lavorarci, tanto, e non ne ho voglia, non ne ho la forza, non oggi.
Non mi andava nemmeno di scrivere, invece l’ho fatto lo stesso.
Poco e male, o troppo e troppo in fretta.
Come il cibo che ingurgito, come l’aria che respiro, come le pratiche che faccio e non faccio.
Come la vita che non vivo e la vita che sogno.

7 giugno 2008

Tuoni e lampi


L'orario è insolito... è pomeriggio.
Il cielo brontola ancora, dopo avermi tratto in inganno con uno spicchio di sole stamani facendomi fare una lavatrice, ora mi prende in giro con un bel temporale.
Francesca dorme e tra poco la devo svegliare anche se preferirei buttarmi a letto con lei.
Stiamo aspettando i tecnici che ci installino i cavi per la tv satellitare ed i miei nervi scattano a qualsiasi commento, di qualunque tipo, da chiunque.
No, non è una giornata rosea.
Ultimamente non sono equilibrata per niente.
Non riesco ad avere un livello morale positivo che si protragga per più di un'ora.
C'è qualcosa che non va e non ho voglia di aggiustarla... perchè?
Non lo so.

I vicini stanno cantando in modo stonatissimo, per forza piove.

Penso alla mia mamma con una punta di invidia, lei è a Lignano, non per il mare, ma per il raduno di fine anno del gruppo di yoga.
Penso che mi manchi, non il gruppo in sè ma l'energia che ne traspira, mi manca non il praticare questo o quello, ma semplicemente il Maestro e le sensazioni che mi trasmette.
So che mi fa bene, eppure quest'anno non mi sono iscritta e non sono mai andata neppure a vedere una lezione come spettatrice.
C'è qualcosa che mi blocca anche là... ego? Voglia di qualcosa di nuovo? Pigrizia?

Intanto fuori tuona ed io scrivo qua cose senza senso per sfuggire un attimo alla routine, pensando alla grafica ancora insoddisfacente, alle visite numerose di non so chi e non so perchè (perchè ogni tanto non scrivete anche solo uno stupido "ciao" oppure "che schifo di blog" o che ne so... "sono tizio" "sono caio" "sono capitata/o qua per sbaglio cercavo il wc" ... ).

E il tempo scorre e la vita avanza e io sono assente.
Non sono ora, non sono qui.
Sono incazzata, per niente o semplicemente perchè sono io.

6 maggio 2008

Riflessioni dopo una visita


Passata la burrasca ecco un bell’arcobaleno.
Tutto è bene quel che finisce bene, stamattina dopo essermi informata a dovere sui miei diritti di madre lavoratrice è arrivata la telefonata del supercapo a definire la mia piena assoluzione e ragione! Verrò debitamente liquidata e dimessa a norma di legge, tutto senza nessun ulteriore commento stizzito per l’empasse creatasi.

La comunicazione liberatoria (in tutti i sensi) è arrivata in tarda mattinata alleviando qualunque mio malumore e nella nuova sistemazione della struttura riabilitativa.
Se possibile è un posto ancor più triste dell’ospedale a mio avviso, in quanto è proprio una casa di riposo.
Il senso di ineluttabilità, di tristezza, rassegnazione e abbandono che pervade le mura di questi centri è totale.
La ormai bisnonna Maria è ricoverata per un’ ischemia che le ha paralizzato metà del corpo, un brutto scherzo del destino a lei che è sempre stata fortemente indipendente, traino della famiglia, una vera lady di ferro anche a 86 anni, con il suo caratterino certo, ma non ha fatto mancare nulla di ciò che poteva dare ai suoi figli con sforzo e sacrificio personale, salvo (secondo lei) un po’ di affetto in più, si rammarica infatti di averli picchiati a volte quando erano bambini (tre maschietti forse un tantino vivaci) e si dichiara colpevole per questo meritando “l’internamento”.
Il suo unico male negli anni seguenti la morte del nonno è stato uno solo: la solitudine.
La sua vita è stata travagliata, ultima di innumerevoli figli quindi trattata con disprezzo e vera cattiveria dai fratelli, orfana in giovane età della amata madre, l’unica che la difendesse, reduce di un grave incidente e pioniera (leggi cavia) di una nuova tecnica di trattamento per le fratture (una delle prime in Italia a cui hanno piantato i “ferri” sulle gambe al posto del gesso) con cui per fortuna è guarita molto bene; lavoratrice assidua per mantenere la famiglia dato che il nonno dopo essere stato prigioniero di guerra e con una grave malattia della vista non poteva lavorare e si dava un po’ al vino per consolarsi, fino alla morte precoce; vissuta per tanti anni in affitto da ultimo è stata sfrattata a 80 anni (che quel caro signore possa avere come prossimi inquilini solo guatemaltechi che gli demoliscano l’appartamento…) con conseguente trasloco, cambio di paese, di amicizie, abbandonata da tutte le sue conoscenti per questo, come se avesse avuto la colpa di qualcosa…
Insomma la sua esistenza è sempre stata faticosa e non c’è da meravigliarsi se ha sviluppato una scorza dura e un carattere dal cipiglio feroce, con i suoi nipoti però è sempre stata magnanima, io posso dire in particolar modo di essere sempre stata nelle sue grazie e con me ha giocato e scherzato anche quando non ne aveva le forze.
Vederla lì, su quella sedia a rotelle, con l’aria assente e gli occhi umidi mi fa un gran male ogni volta, sebbene si sforzi di fare dello spirito e di dire che sta bene è impossibile non provare una pena immensa per lei, le si legge in faccia che avrebbe preferito la morte a questa situazione che ha sempre rinnegato finchè era in salute.
Purtroppo le cose sono andate così, io non ho molte speranze in un recupero, nessuno le ha credo, perciò vorrei per lei una dipartita rapida e serena, che la sollevi da questo imbarazzo, da questa prigionia, lei è uno spirito libero e non vedo l’ora che torni a camminare veloce e scattante come faceva prima, ma sui verdi campi elisi, priva di rancori, riunita a sua madre che le è sempre tanto mancata.
Ti voglio bene nonnina mia.

Domani intanto è un’altra giornata intensa e tutta da organizzare, la vita va avanti e non aspetta nessuno.

4 maggio 2008

Stanchezza...

Il lungo ponte del primo maggio ci sta lasciando, con le sue giornate calde e soleggiate, con il suo tempo libero, con le ore piccole passate sui blog, con lo shopping, con le gite sui colli euganei, con i soliti sbalzi d’umore.
Già, quest’umore ballerino che non mi lascia tregua, che non mi permette di godere della felicità di ore trascorse in felice relax con la mia famigliola, No. Un egoismo muto e sordo alle esigenze e ai sentimenti altrui mi chiude il ventre in una morsa nervosa e rabbiosa, questo è quello che sento. Stanchezza, dolori, irrequietezza mentale e fisica, reazioni brusche e cattive. Ancora una volta la bestia ha preso il sopravvento, nemmeno una profonda pulizia mi ha ristorato l‘anima stavolta.
E’ l’ansia del domani che mi fa fibrillare, quell’appuntamento tanto rimandato e tanto soffocato, ed è inutile negarlo, anche la mancanza di nicotina, demone maledetto. Schiavitù immonda al tabacco.
Non mi resta che cercare le cose positive dei giorni passati per cercare di tirarmi su. Pure l’Infanta Imperatrice è nervosa e si fa sentire con sgnagolii di richiesta d’attenzione e piantini isterici, eppure è stanca, ma non vuole cedere all’orario della nanna… il solito rifiuto alla perdita di coscienza!
Non bastasse tutto questo io e il Generale abbiamo avuto anche la brillante idea di cominciare una dieta da domani, pure sotto controllo di una dottoressa stavolta, così un eventuale fallimento è onta doppia, per il tuo orgoglio e per chi ti segue. Non mi mancava altro. Un altro giudizio pendente sulla capoccia.
Cercando di ricompormi è meglio pensare ad “ora” e vado a dare il cambio al marito per le ninne nanne… oh finalmente dorme!
Ultimamente pare che questo spazio sia solo uno sfogo per le cose brutte, mi auguro che la situazione cambi presto...

21 aprile 2008

Rabbia


Nottata molto, molto infelice.
L'Infanta ha raggiunto i 40 di febbre e ha pianto regolarmente ogni mezz'ora, cosa che ci ha impedito di dormire, ma questo è superfluo, la preoccupazione per lei è stata molto maggiore.
Alle 4.30 ultima dose di tachipirina con camomilla e poi fino alle 6 ancora miagolii diffusi prima di calare in un meritato sonno ristoratore con abbassamento della temperatura, povera creatura, quanta sofferenza apparentemente inutile! Chissà qual'è lo scopo di tutto ciò.

La serata non è stata delle migliori, tra discussioni e desideri irrisolti siamo giunti ancora alle riflessioni intime...
Questo mese si sta rivelando decisamente faticoso e agguerrito.
La mia acidità lascia tregua solo per poche ore chi mi sta intorno, inghiottendo la mia essenza e trasformandomi in una bestia feroce e aggressiva.
Viene sempre da dare la colpa a qualcosa o qualcuno (Marte nel segno BASTARDO lasciami in pace và per altri lidi, insozza altri cieli!!!!!!), ma mi sa che più che guardarmi dentro e riflettere non posso fare.
Ne parlavamo proprio ieri sera / stanotte col mio amato, l'unica cosa leggermente positiva della situazione è che invece di chiudermi a riccio in un ostinato mutismo come ho sempre fatto nella mia vita "passata" ora esplodo e spargo parole letali e sudice tutto attorno a me, spesso senza pensarci molto prima di esprimermi, di certo senza riguardi verso chi mi sta di fronte, cosa non sempre piacevole per chi la subisce e, credetemi se potete, ancor meno per me che la faccio!
Così però almeno mi esprimo dice Lui... e io dico Sai che bella schifezza, sparare a zero su tutto e tutti solo perchè ho i totani girati!... "Ma almeno so cosa pensi" ma perlamiseria non sono neanche pensieri miei il più delle volte!!!
Ah! Damned!
Non è un'evoluzione! Per ogni passo avanti ne faccio 50 indietro, se vado avanti così ...
Già se vado avanti così ... dove vado? Qual'è l'obbiettivo? Lo scopo? La direzione? A cosa devo arrivare? Ambire? Qual'è l'evoluzione corretta per me?
Mi sono intrippata...

6 aprile 2008

Momenti

Ci sono attimi in cui mi accorgo di respirare.
Momenti, rari e preziosi, in cui sento l’aria che entra ed esce dal mio corpo, non solo dal naso o dalla bocca, ma da tutto il mio essere; allora sento il respiro che si placa, non ho più bisogno di ingurgitare velocemente quello che mi circonda, mi basta poco, tutto si schiarisce e la vista diventa più nitida.
Quei momenti di consapevolezza della mia esistenza sono chiari, luminosi come un lampo nella notte, la mente smette di correre, anche se per un secondo soltanto e tutto è pace e silenzio sebbene in sottofondo ci siano i rumori più disparati.
Il senso del Vivere nel Presente.
Così difficile da ottenere, impossibile da mantenere per più di qualche istante, per ora, per me.
Ma la tranquillità che rimane dura un po’ di più dell’esperienza stessa ed è magnifica ed incomparabile.
Ci sono invece tanti, troppi, momenti in cui sono dominata dai miei pensieri, poveri, insulsi e dannosi, dai miei sentimenti travolgenti che oscurano qualsiasi ragione.

Momenti di cieca rabbia che si scatena per pochezze. Momenti di tristezza e depressione assoluta per desideri irraggiungibili e inutili.
Questi episodi, così frequenti in me, quasi più dei respiri che faccio, sono devastanti.
Sono la morte che avanza ogni secondo.
Sono la vita sprecata che non ritorna.
Eppure ho i mezzi per contrastare tutto ciò, ma non muovo un dito, non applico le mie (seppur scarse) conoscenze… per pigrizia? Per inedia? Per stupidità? Per paura?
Maledetto ego che fagociti la mia vita e il mio sentire!!!

26 marzo 2008

Paura e angoscia

Non avrei mai pensato, prima di ieri sera, che potesse accadere qualcosa di simile proprio a noi.
In verità a noi non è successo nulla, siamo solo stati testimoni, nostro malgrado, di un dramma familiare che si consumava proprio sopra le nostre teste...
Dopo una giornata serena e fitta di lavori domestici ero sdraiata in divano e avevo appena iniziato un nuovo capitolo del mio bel libro, Francy schiacciava un pisolino prima delle ultime pappe e il Generale stava davanti al pc alla ricerca della nuova attrezzatura musicale... sono le 21.
Improvvisamente la piccola si sveglia singhiozzando e dopo poco si sentono rumori dal piano di sopra, il bambino piccolo piange e di punto in bianco si sentono grida concitate"Aiuto! Aiuto! Aiutoooo!"
...
Non si può restare impassibili a una richiesta di aiuto tanto disperata, mi fiondo nel pianerottolo, mio marito ha la piccola in braccio perciò vado io, salgo le scale e tutte le altre famiglie fanno lo stesso. Mi fermo a metà della seconda rampa, quel tanto che basta per vedere una donna con un bambino in braccio che piange, strattonata dal marito, mentre urla "Aiuto! Mi picchia davanti al bambino, è pazzo!"
Rimango pietrificata. Le mani davanti alla bocca spalancata, incapace di muovermi, di parlare, quasi di respirare...
Loro litigano per le chiavi di casa, lei lo sta sbattendo fuori, intanto salgono gli uomini per cercare di capire qualcosa, per calmare le acque, ma a quel punto lui inizia ad inveire contro i dirimpettai e si lanciano in una lite senza senso, mentre una signora piange e mormora "non si può vivere così..." un inferno.

Io mi riscuoto e tremante torno nel mio appartamento, chiudiamo la porta, lasciamo che finiscano di discutere e lui se ne vada.
Pochi minuti di follia, per provare una paura mai conosciuta, un senso di angoscia profondo che ti fa vacillare, eppure non è successo a me, a noi, ma invece a quanti, ogni giorno, accade?
Quanta gente è minacciata ogni istante in luoghi di guerra, in posti sperduti, tra le mura di casa...
e questo era quasi niente.
Come se non bastasse alle 23 c'è stato il bis con tanto di scazzottata tra i rispettivi parenti!
FOLLIA!
Io non riuscivo a calmarmi, figurarsi la bambina che mi cercava costantemente, impaurita e sperduta. La nottata è stata conseguentemente tesa e triste, con un sonno leggero e spezzato, quel tanto che basta a staccare un attimo la mente per poi riprecipitare in quelle urla stridule che chiedevano aiuto...

Pensavi davvero di vivere in un paradiso?
Si un po' lo pensavo. Ora non più.
Come può andare avanti questo mondo tra tutto quest'odio e questa paura? Non gli viene voglia di fermarsi e far smettere tutto, una volta per tutte?

20 marzo 2008

Specchi



Tante, a volte troppe volte, nella vita di ognuno, ci si riflette davanti ad uno specchio.
Può essere una pozza d’acqua limpida e fresca di montagna, il placido mare di una zona di villeggiatura, un fiume dalle correnti mutevoli…
Possono essere gli occhi dell’amata/o, quelli del proprio figlio/a, dei propri genitori, del tuo animale domestico, del datore di lavoro, di uno sconosciuto…
In ognuno di questi specchi si prende e si dà qualcosa, dall’immagine al sentimento al suono, a volte si perde anche qualcosa, altre se ne guadagna, in ogni caso dopo quello sguardo niente è più come prima. Qualcosa di nuovo di noi, o dell’altro, riaffiora alla coscienza, le emozioni, i ricordi, i propri e gli altrui sogni si incontrano per un breve istante, si scontrano le divergenze e si amalgamano le somiglianze, in silenzio o nel frastuono di un attimo.
Questi sono gli specchi vivi.

Ci sono però specchi inanimati: di vetro, di metallo, freddi e spietati. Non possono dare niente di proprio, per questo sono sempre sinceri, quindi difficili e duri da accettare.
Ciò che viene riflesso da uno specchio comune è la nostra immagine, è quello che pensiamo di noi in ogni istante della nostra vita.
Quanto siamo bugiardi con noi stessi. Spietati mentitori ci nascondiamo a noi stessi.
Ci vediamo spesso, ma non ci guardiamo mai.
Spettatori malinconici della nostra vita ci osserviamo mutare, piegati dalle mode, dai giudizi degli altri e dal tempo che scorre inesorabile, senza scegliere mai veramente qualcosa per noi stessi, seguendo questo o quel modello di vita, a sua volta copiato da altri, per sentirsi all’altezza di qualcosa, degni dell’affetto di qualcuno, forse.

Così capita anche a me.
Mi guardo ad uno specchio e non trovo niente di me.
Quanta tristezza in ciò, quanto smarrimento e solitudine interiore.
Il mio aspetto non mi rispecchia e allora cosa faccio per cambiare, per sentirmi più simile a me stessa?
Cerco di cambiare.
Primo passo è sempre la tappa della parrucchiera, magari penso che starei meglio bionda, bruna, mora, rossa, liscia, riccia, corta, lunga, frangia, caschetto, sfilato, scalato, mosso… il capello è mutevole ed adattabile ad ogni stato d’animo, per questo l’ amo.
Bugiarda!
Se amassi i miei capelli non farei nulla di tutto questo, semplicemente li lascerei crescere, con il mio colore, striato da fili d’argento e li accorcerei quando sono sfibrati e stanchi.
E’ così che ho promesso a me stessa di fare da oggi in poi.
Dopo i capelli vengono i vestiti e le scarpe. Uno sguardo alla tv, ai giornali, no, non sono mai riuscita ad essere “alla moda”. Non mi piace quasi mai niente di quello che c’è in quel preciso momento in cui “va per la maggiore”. Perciò cerco qualcosa che almeno mi dia l’impressione di star bene sul mio corpo, che sia perlopiù confortevole, ho smesso da un po’ di pensare al fatto che possa essere o meno seducente, con la gravidanza ho perso anche questa fissa, ma chi può dirlo magari un giorno tornerà.
E’ il punto cruciale dell’immagine riflessa in quello specchio, il mio corpo.
Lo odio, lo detesto, l’ho sempre rifiutato.
Non mi piace niente di quel corpo, le sue proporzioni, la sua altezza, le sue fattezze, i lineamenti del viso,gli occhi, le mani, le gambe… niente. Ho spesso avuto l’impressione di essere in un contenitore sbagliato, non in armonia con le mie aspettative e le mie possibilità.
E allora cosa posso fare? Cambiare questo non è possibile, sono certa che neppure dopo centinaia di interventi di chirurgia estetica saprei accettare e piacere a me stessa.
C’è qualcosa di fulminato nel mio cervello che mi impedisce di accettarmi, per questo sto cercando di bypassarlo facendolo col cuore, nell’anima, ma è dura, è quasi impossibile.
Finchè non ci riuscirò sarò incompleta, sbagliata nel più profondo e nessuno potrà cambiarmi se non me stessa.


Josephine Wall - Alternative reality

13 febbraio 2008

La Signora del Tempo






"Sono io la morte e porto corona

io son di tutti voi signora e padrona

e così sono crudele così forte sono e dura

che non mi fermeranno le tue mura.



Sono io la morte e porto corona

io son di tutti voi signora e padrona

e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare

e dell' oscura morte al passo andare.



Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo

posa la falce e danza tondo a tondo

il giro di una danza e poi un altro ancora

e tu del tempo non sei più signora."

A. Branduardi - Ballo in fa diesis minore.





Triste giornata, tristi notizie.
Quelle che non vorresti mai sentire.
Quelle che ti colgono così, alla sprovvista.
Quelle troppo assurde per non lasciarti attonita e intontita per il resto dei prossimi giorni.

Non c'è niente da dire.

Eppure mi va di scriverne.

Perchè... perchè ricerchiamo un senso a questo mistero?
Perchè ci fa paura, sebbene i saggi e Maestri ci dicono tutti che non dobbiamo averne?
Perchè è così fondamentale assicurarci che ci sia qualcosa dopo?
Perchè siamo così attaccati alla vita se in un attimo la perdiamo?
Tutto quello che facciamo, le persone che incontriamo, i luoghi che visitiamo, le cose che possediamo, i soldi che abbiamo (oppure non abbiamo), gli amori, i figli, le emozioni, i rimpianti, la tristezza...

TUTTO

Svanisce in un momento...

Ha un senso tutto questo?

Vale la pena faticare, lottare, amare, vivere, nella prospettiva di quel momento?

Quale consapevolezza rimane delle mie esperienze, dei miei errori, della mia tristezza?

Io non lo so. Specialmente dopo giornate come questa.

E' meglio credere che l'anima sopravvive e immagazzina tutto questo per affrontare una nuova vita (o per andare in Paradiso per chi ci crede), per arrivare esperienza dopo esperienza a fondersi nell'Uno, che non è tutto perduto, che non abbiamo buttato via il nostro "tempo"...

Ma che cos'è il nostro tempo trascorso sulla terra? Un battito di ciglia nell'universo.
Un niente nel Nulla.

Se siamo Uno perchè ci siamo divisi? Chi gioca con noi e perchè?
Non lo capisco, non me lo spiega nessuno questo. O forse non sono ancora pronta per capirlo, ma me l'hanno detto...

Resta solo lo sgomento della mia fragilità, ogni volta che accade a qualcuno che conosco.
Eppure quanta morte c'è ogni attimo della nostra vita, quanto poco ne siamo consapevoli... A ogni respiro qualcuno ci lascia...
Ma anche qualcuno viene al mondo.

Non mi resta che vivere al meglio delle mie possibilità, e sperare che la Signora del Tempo non si porti via chi amo prima che io possa dirgli quanto l'ho amato.