A little marauder
31 maggio 2008
Concorso a premi!
Ecco i due esseri di cui mi devo prendere cura... :)Il gesso che vedete in foto non rimarrà intonso per sempre, accorrete numerosi a imbrattarlo alla fine pubblicheremo il risultato e premieremo, dopo un sondaggio, il miglior graffito e la frase più originale!!!
(I premi non sono ancora stati decisi, il regolamento verrà presto pubblicato, ma si accettano suggerimenti!)
Tao della coppia II

Dentro di voi vi e' un luogo
di amore e di grazia.
E' un luogo senza paura,
dove non vi e' necessita' di
difendere, o di dimostrare,
ne' necessita' di mentire, o di nascondere.
Da questo luogo nascono
parole di verita',
azioni di coraggio,
e una vita d'amore.
Aspettate con pazienza
che le voci di paura
nella vostra mente
concludano il loro frenetico
richiamo all'azione.
Divenite consapevoli
di quale potrebbe essere
il prossimo atto d'amore.
Siate pazienti con voi stessi.
Le qualita' degli innamorati
non dipendono dalle cose esteriori.
Sono radicate nella vostra nima
e crescono se vi prendete cura di loro.
Sono tutte dentro di voi...
di amore e di grazia.
E' un luogo senza paura,
dove non vi e' necessita' di
difendere, o di dimostrare,
ne' necessita' di mentire, o di nascondere.
Da questo luogo nascono
parole di verita',
azioni di coraggio,
e una vita d'amore.
Aspettate con pazienza
che le voci di paura
nella vostra mente
concludano il loro frenetico
richiamo all'azione.
Divenite consapevoli
di quale potrebbe essere
il prossimo atto d'amore.
Siate pazienti con voi stessi.
Le qualita' degli innamorati
non dipendono dalle cose esteriori.
Sono radicate nella vostra nima
e crescono se vi prendete cura di loro.
Sono tutte dentro di voi...
29 maggio 2008
Una serie di sfortunati eventi
Settimana movimentata... Diciamo così.
Dopo una domenica gironzolona tra parenti e compari (con una bella pizza per coronare il tutto) è arrivato il fatidico lunedì.
Il Generale riprende il suo lavoro ed io il mio, faccendo e sfaccendo tutto il giorno per casa con il risultato di essere stanca morta alle 18.00 e dopo aver stirato per un pomeriggio intero mi ritrovo l'armadio di nuovo pieno di indumenti puliti che mi sorridono (la pazzia avanza), appena asciugati al sole, pronti per regalarmi altri pomeriggi pieni di caldo al ferro da stiro o alla pressa, un lavoro veramente hard...
Bah, lasciamo stare!
L'Infanta Imperatrice ha imparato un paio di nuovi giochetti: uno innocuo, l'altro no.
Nel primo si cala nei panni della bella lavanderina, cioè: si svuota addosso il cestino delle mollette da bucato e si infila nella bacinella grande, suppongo sia per vedere com'è la vita del vestitino bagnato prima di essere amorevolmente sbattuto dalla mamma e poi steso con stiracchiamenti sullo stendino ruotoso (che le sfugge sempre di mano ma quando lo agguanta riesce a farselo cadere addosso), fin qua niente di male a parte un sospetto masochismo e la solita voglia di esplorazione bambinesca.
Il problema è il secondo gioco: lo sputazzamento della pappa. Non occorre che spieghi nulla, avete già intuito tutto, perspicaci!
Ma eccoci al clou degli eventi: Il Generale Vittorioso, quella sera di lunedì 26 maggio, ha la fatidica sfida a calcetto con i colleghi di lavoro, una dovuta rivincita in quanto la prima partita è finita con un insoddisfacente pareggio.
Io ho una strana sensazione fin dal mattino, ma scaccio i miei pensieri assurdi con la foga della massaia occupata e non ci penso a dirlo al Generale.
Arriva la sera, lui mi chiama "Amore andiamo a giocare, ci vediamo più tardi e bla bla bla..."
Ok, dico io a dopo, e dentro di me già impreco, sono sfinita e Francesca ha fatto un solo blando pisolino all'ora di pranzo e non mi ha lasciato tregua per tutto il giorno, in più ho una fame nera, ma decido di aspettarlo... a che ora vuoi che arrivi, sarà qua per le 20.00...
No!
Va bene... intanto mangio un po' di insalata.
Trinità suona sul mio cellulare, è il Generale, rispondo "Ciao amore come va? ... Ehm... mi sono fatto male a un piede ..."
[ E qua penso Porcc... ]
"Quanto male?"
"Eh ... è solo una storta sai, ma sono gonfio... comunque adesso vengo a casa, arrivo subito"
Intanto l'Imperatrice strilla a squarciagola, così alle 9 le dò la sua ciucciona e, mentre apre la porta il Generale, lei finalmente si assopisce e una tortura finisce.
Bene, dò da mangiare all'affamato e dolorante marito e mi faccio raccontare l'evento infortunoso.
L'erba era alta, lui era galvanizzato per la ritrovata leggerezza fisica (causa nostra massacrante dieta che però ha avuto i suoi frutti) e in un fulmineo cambio di direzione (dai amore diciamolo! Volevi fare troppo il figo con i colleghi!!!!) il piedino sinistro si è intrippato sul tappeto sintetico e, gravato da tutto il lieve peso corporeo, si è massacrato.
"Andiamo al pronto soccorso..."
"No no! Non se ne parla non è niente mi è successo tante volte! Casomai vediamo domattina come va."
Inutile insistere, sono troppo stufa, andiamo tutti a nanna.
E così la mattina seguente proprio non ce la fa, è tutto gonfio e con un super ematoma, allora decide di farsi portare all'ospedale dal mio papino.
Manco a dirlo dopo la prima lastra l'infermiera esce pallida e gli dice :"Nicola! Ti sei rotto proprio per bene!"
FANTASTICO!
Ma il meglio deve ancora avvenire, infatti dopo la visita ortopedica decidono di fare un intervento chirurgico. Il Signorino infatti non si è procurato una semplice fratturina, bensì una frattura scomposta multiframmentata. Il ricovero è fissato per mercoledì.
Tornano a casa mogi mogi, mi organizzo un attimo ed espleto per lui le varie incombenze di scartoffie, portandomi appresso l'Infanta, vado a conoscere il medico che sarcasticamente commenta le radiografie con un: "non è possibile che si sia fatto questo da solo!!! O gli è passato sopra un blindato o pesa 200 kili!!!" Sorrido amaramente ed escludo entrambe le ipotesi, infine
me ne vado con le pive nel sacco visto che devo tornare con le carte di dimissione dell'ospedale.
Al ritorno preparo la borsa per il Generale ferito, hanno pronosticato una degenza di 4 giorni, meglio abbondare con il vestiario e tutte le cose inutili per lo svago, cosicchè la saccoccia pesa un quintale.
L'uomo è dolorante ma non si lamenta molto: deve tenere il piede alto e con il ghiaccio che però non arriva a rinfrescare la pelle dato che gli hanno posto una doccia di posizione per bloccare il piede e pare imbottito più di un tricheco grasso che debba superare l'inverno.
In più il mio uomo è triste, si sente in colpa e di peso per la famiglia... dura da digerire e da consolare sta frattura morale.
Passa così anche il martedì ed arriva il giorno fatidico dell'intervento, il mio grande padre arriva alle 6.30 (noi nel frattempo ci siamo svegliati alle 5.00 convinti che dovesse arrivare alle 6.00 ...).
Io sono mezza in coma e mi trascino di qua e di là per preparare le ultime cose ed assistere il maritino, siamo preoccupati entrambi, ma cerchiamo di non dircelo anche se ce lo leggiamo in faccia.
Gli uomini arrivano in ospedale e all'inizio sembra che l'operazione si faccia in serata, ma poi improvvisamente viene chiamato d'urgenza e va in sala operatoria. Il mio babbo rientra nell'hangar e io parto.
Porto la piccola da mia mamma (con annesso mezzo trasloco) e mi avvio per strade sconosciute verso il lontano ospedale.
Ecco se qualcuno mi conosce sa che non mi oriento neppure nel cesso tra wc e lavandino, ora pensatemi per strada, con la testa in subbuglio per l'accaduto e con miliardi di deviazioni causa lavori in corso OVUNQUE.
Disperata cerco cartelli con la scritta "Dolo" ma svaniscono magicamente alla seconda rotatoria, costava evidentemente troppo metterli ad ogni bivio, così OVVIAMENTE mi perdo e devo vagare per un'ora prima di approdare al tanto agognato sanatorio.
Finalmente sono là, ma il mio Pucci non c'è, è ancora in sala operatoria.
Attendo, attendo, attendo... leggo tutti i quotidiani, anche quelli di tre giorni fa, tanto ci sono solo morti e disgrazie, non cambia che sia lunedì o mercoledì.
E poi eccolo! La barella che avanza e lui dentro non mi vede, ma io so dove andare, aspetto che lo depositino e in un baleno gli sono accanto.
Il mio amore.
Gli hanno fatto un bel lavoretto, hanno inserito ferri, anelli e quant'altro per sistemarlo a dovere, il commento del medico appena aperto il piede è stato "Porca Puttana! ... evabbè... " insomma hanno sudato ma ce l'hanno fatta.
Il dramma post-operatorio è stato smaltire l'anestesia (spinale con annesso mal di testa e schiena) ed accorgersi di avere dei corpi estranei nel piede, nonchè cercare di fare pipì da sdraiato per poter ambire ad un goccio d'acqua... non ce l'ha fatta fino alle due di notte, poverino.
Poi i compagni di stanza che russano e uno delle stanze accanto che è impazzito e si è messo ad urlare finchè non è stato sedato, insomma una classica notte da incubo.
Ma il giorno dopo, oh che liberazione!
Il Beato giovedì gli fanno il gesso e lo spediscono a casa!
Gioia e giubilo di tutti!
Stiamo dai miei genitori per non doverlo traumatizzare con due rampe di scale, proprio così di botto, ed infine oggi, venerdì, torniamo alla nostra tranquilla e scara dimora.
I dolori si sono un po' attenuati e anche la bambina oggi si è tranquillizzata, tanto che nel pomeriggio ci siamo fatti tutti un bel pisolino nel nostro lettone tutti e tre assieme.
Concludo questo disordinato racconto con alcune considerazioni:
1 - continuo a ritenere che lo sport sia dannoso per la salute e questa storia ne è una dimostrazione;
2 - la dieta è bastarda, però sono riuscita a rientrare nei miei jeans pre-gravidanza, per la serie: a volte soffrire serve a qualcosa;
3 - un sentito ringraziamento ai miei genitori, base di appoggio insostituibile, ottimi baby sitter e straordinari coadiuvatori nei momenti di maggior bisogno;
4 - grazie al Servizio Sanitario Nazionale e allo Stato per non avercelo ancora messo a pagamento totalmente come in altri posti del mondo cosiddetti più evoluti di noi (ma dove!!!), nonostante alcuni disservizi siamo ancora molto fortunati;
5 - spero di non rompermi niente, MAI;
6 - Nicola ti amo tantissimo anche se sei invalido, non sarai mai un peso per me, mi procuri qualche grattacapo, ma infondo ce lo siamo promessi di stare assieme ed amarci e rispettarci nella salute e ANCHE nella malattia...
- grazie anche a tutti coloro si sono interessati con messaggini e telefonate, sarete sempre nei nostri pensieri amorevoli;
7 - questo post è davvero troppo lungo e mal esposto, se siete arrivati fin qua siete degli eroi!!!
Infine La domanda ora è (anzi sono):
riusciranno i nostri eroi a cavarsela per i prossimi 45 giorni???
Sclererà la qui presente in presenza di due esseri da accudire, il più piccolo dei quali sempre più tremendo?
Riusciremo ad andare ad almeno 2 dei tre concerti di cui abbiamo i biglietti? (Uno ormai è perduto, fra una settimana non mi sento certo di portarmi un uomo ingessato ad Udine per vedere Knopfler...)
La risposta a tutto questo è :
Non lo so... però c'ho ragione e i fatti mi cosano!!!
Dopo una domenica gironzolona tra parenti e compari (con una bella pizza per coronare il tutto) è arrivato il fatidico lunedì.
Il Generale riprende il suo lavoro ed io il mio, faccendo e sfaccendo tutto il giorno per casa con il risultato di essere stanca morta alle 18.00 e dopo aver stirato per un pomeriggio intero mi ritrovo l'armadio di nuovo pieno di indumenti puliti che mi sorridono (la pazzia avanza), appena asciugati al sole, pronti per regalarmi altri pomeriggi pieni di caldo al ferro da stiro o alla pressa, un lavoro veramente hard...
Bah, lasciamo stare!
L'Infanta Imperatrice ha imparato un paio di nuovi giochetti: uno innocuo, l'altro no.
Nel primo si cala nei panni della bella lavanderina, cioè: si svuota addosso il cestino delle mollette da bucato e si infila nella bacinella grande, suppongo sia per vedere com'è la vita del vestitino bagnato prima di essere amorevolmente sbattuto dalla mamma e poi steso con stiracchiamenti sullo stendino ruotoso (che le sfugge sempre di mano ma quando lo agguanta riesce a farselo cadere addosso), fin qua niente di male a parte un sospetto masochismo e la solita voglia di esplorazione bambinesca.
Il problema è il secondo gioco: lo sputazzamento della pappa. Non occorre che spieghi nulla, avete già intuito tutto, perspicaci!
Ma eccoci al clou degli eventi: Il Generale Vittorioso, quella sera di lunedì 26 maggio, ha la fatidica sfida a calcetto con i colleghi di lavoro, una dovuta rivincita in quanto la prima partita è finita con un insoddisfacente pareggio.
Io ho una strana sensazione fin dal mattino, ma scaccio i miei pensieri assurdi con la foga della massaia occupata e non ci penso a dirlo al Generale.
Arriva la sera, lui mi chiama "Amore andiamo a giocare, ci vediamo più tardi e bla bla bla..."
Ok, dico io a dopo, e dentro di me già impreco, sono sfinita e Francesca ha fatto un solo blando pisolino all'ora di pranzo e non mi ha lasciato tregua per tutto il giorno, in più ho una fame nera, ma decido di aspettarlo... a che ora vuoi che arrivi, sarà qua per le 20.00...
No!
Va bene... intanto mangio un po' di insalata.
Trinità suona sul mio cellulare, è il Generale, rispondo "Ciao amore come va? ... Ehm... mi sono fatto male a un piede ..."
[ E qua penso Porcc... ]
"Quanto male?"
"Eh ... è solo una storta sai, ma sono gonfio... comunque adesso vengo a casa, arrivo subito"
Intanto l'Imperatrice strilla a squarciagola, così alle 9 le dò la sua ciucciona e, mentre apre la porta il Generale, lei finalmente si assopisce e una tortura finisce.
Bene, dò da mangiare all'affamato e dolorante marito e mi faccio raccontare l'evento infortunoso.
L'erba era alta, lui era galvanizzato per la ritrovata leggerezza fisica (causa nostra massacrante dieta che però ha avuto i suoi frutti) e in un fulmineo cambio di direzione (dai amore diciamolo! Volevi fare troppo il figo con i colleghi!!!!) il piedino sinistro si è intrippato sul tappeto sintetico e, gravato da tutto il lieve peso corporeo, si è massacrato.
"Andiamo al pronto soccorso..."
"No no! Non se ne parla non è niente mi è successo tante volte! Casomai vediamo domattina come va."
Inutile insistere, sono troppo stufa, andiamo tutti a nanna.
E così la mattina seguente proprio non ce la fa, è tutto gonfio e con un super ematoma, allora decide di farsi portare all'ospedale dal mio papino.
Manco a dirlo dopo la prima lastra l'infermiera esce pallida e gli dice :"Nicola! Ti sei rotto proprio per bene!"
FANTASTICO!
Ma il meglio deve ancora avvenire, infatti dopo la visita ortopedica decidono di fare un intervento chirurgico. Il Signorino infatti non si è procurato una semplice fratturina, bensì una frattura scomposta multiframmentata. Il ricovero è fissato per mercoledì.
Tornano a casa mogi mogi, mi organizzo un attimo ed espleto per lui le varie incombenze di scartoffie, portandomi appresso l'Infanta, vado a conoscere il medico che sarcasticamente commenta le radiografie con un: "non è possibile che si sia fatto questo da solo!!! O gli è passato sopra un blindato o pesa 200 kili!!!" Sorrido amaramente ed escludo entrambe le ipotesi, infine
me ne vado con le pive nel sacco visto che devo tornare con le carte di dimissione dell'ospedale.
Al ritorno preparo la borsa per il Generale ferito, hanno pronosticato una degenza di 4 giorni, meglio abbondare con il vestiario e tutte le cose inutili per lo svago, cosicchè la saccoccia pesa un quintale.
L'uomo è dolorante ma non si lamenta molto: deve tenere il piede alto e con il ghiaccio che però non arriva a rinfrescare la pelle dato che gli hanno posto una doccia di posizione per bloccare il piede e pare imbottito più di un tricheco grasso che debba superare l'inverno.
In più il mio uomo è triste, si sente in colpa e di peso per la famiglia... dura da digerire e da consolare sta frattura morale.
Passa così anche il martedì ed arriva il giorno fatidico dell'intervento, il mio grande padre arriva alle 6.30 (noi nel frattempo ci siamo svegliati alle 5.00 convinti che dovesse arrivare alle 6.00 ...).
Io sono mezza in coma e mi trascino di qua e di là per preparare le ultime cose ed assistere il maritino, siamo preoccupati entrambi, ma cerchiamo di non dircelo anche se ce lo leggiamo in faccia.
Gli uomini arrivano in ospedale e all'inizio sembra che l'operazione si faccia in serata, ma poi improvvisamente viene chiamato d'urgenza e va in sala operatoria. Il mio babbo rientra nell'hangar e io parto.
Porto la piccola da mia mamma (con annesso mezzo trasloco) e mi avvio per strade sconosciute verso il lontano ospedale.
Ecco se qualcuno mi conosce sa che non mi oriento neppure nel cesso tra wc e lavandino, ora pensatemi per strada, con la testa in subbuglio per l'accaduto e con miliardi di deviazioni causa lavori in corso OVUNQUE.
Disperata cerco cartelli con la scritta "Dolo" ma svaniscono magicamente alla seconda rotatoria, costava evidentemente troppo metterli ad ogni bivio, così OVVIAMENTE mi perdo e devo vagare per un'ora prima di approdare al tanto agognato sanatorio.
Finalmente sono là, ma il mio Pucci non c'è, è ancora in sala operatoria.
Attendo, attendo, attendo... leggo tutti i quotidiani, anche quelli di tre giorni fa, tanto ci sono solo morti e disgrazie, non cambia che sia lunedì o mercoledì.
E poi eccolo! La barella che avanza e lui dentro non mi vede, ma io so dove andare, aspetto che lo depositino e in un baleno gli sono accanto.
Il mio amore.
Gli hanno fatto un bel lavoretto, hanno inserito ferri, anelli e quant'altro per sistemarlo a dovere, il commento del medico appena aperto il piede è stato "Porca Puttana! ... evabbè... " insomma hanno sudato ma ce l'hanno fatta.
Il dramma post-operatorio è stato smaltire l'anestesia (spinale con annesso mal di testa e schiena) ed accorgersi di avere dei corpi estranei nel piede, nonchè cercare di fare pipì da sdraiato per poter ambire ad un goccio d'acqua... non ce l'ha fatta fino alle due di notte, poverino.
Poi i compagni di stanza che russano e uno delle stanze accanto che è impazzito e si è messo ad urlare finchè non è stato sedato, insomma una classica notte da incubo.
Ma il giorno dopo, oh che liberazione!
Il Beato giovedì gli fanno il gesso e lo spediscono a casa!
Gioia e giubilo di tutti!
Stiamo dai miei genitori per non doverlo traumatizzare con due rampe di scale, proprio così di botto, ed infine oggi, venerdì, torniamo alla nostra tranquilla e scara dimora.
I dolori si sono un po' attenuati e anche la bambina oggi si è tranquillizzata, tanto che nel pomeriggio ci siamo fatti tutti un bel pisolino nel nostro lettone tutti e tre assieme.
Concludo questo disordinato racconto con alcune considerazioni:
1 - continuo a ritenere che lo sport sia dannoso per la salute e questa storia ne è una dimostrazione;
2 - la dieta è bastarda, però sono riuscita a rientrare nei miei jeans pre-gravidanza, per la serie: a volte soffrire serve a qualcosa;
3 - un sentito ringraziamento ai miei genitori, base di appoggio insostituibile, ottimi baby sitter e straordinari coadiuvatori nei momenti di maggior bisogno;
4 - grazie al Servizio Sanitario Nazionale e allo Stato per non avercelo ancora messo a pagamento totalmente come in altri posti del mondo cosiddetti più evoluti di noi (ma dove!!!), nonostante alcuni disservizi siamo ancora molto fortunati;
5 - spero di non rompermi niente, MAI;
6 - Nicola ti amo tantissimo anche se sei invalido, non sarai mai un peso per me, mi procuri qualche grattacapo, ma infondo ce lo siamo promessi di stare assieme ed amarci e rispettarci nella salute e ANCHE nella malattia...
- grazie anche a tutti coloro si sono interessati con messaggini e telefonate, sarete sempre nei nostri pensieri amorevoli;
7 - questo post è davvero troppo lungo e mal esposto, se siete arrivati fin qua siete degli eroi!!!
Infine La domanda ora è (anzi sono):
riusciranno i nostri eroi a cavarsela per i prossimi 45 giorni???
Sclererà la qui presente in presenza di due esseri da accudire, il più piccolo dei quali sempre più tremendo?
Riusciremo ad andare ad almeno 2 dei tre concerti di cui abbiamo i biglietti? (Uno ormai è perduto, fra una settimana non mi sento certo di portarmi un uomo ingessato ad Udine per vedere Knopfler...)
La risposta a tutto questo è :
Non lo so... però c'ho ragione e i fatti mi cosano!!!
26 maggio 2008
25 maggio 2008
Auguri Chiara!
24 maggio 2008
Nero
Dopo un paio di giorni tribolati sono tornata qui, alla tana.
Una flessione di forza di volontà e un forte cattivo umore hanno fatto pericolosamente vacillare la mia dieta che venerdì sera ha subito un arresto cardiaco improvviso con il risultato di avermi fatto cedere alla tentazione di n° 2 squisiti e fragranti topini (no, non ratti ma panini) e in più una generosa dose di torta che ha avuto come scusante il compleanno della mamy.
Incredibile quanto danno possano arrecarmi due semplici e banali gesti quotidiani:
1 - l'indossare una canotta nera,
2 - andare a centri commerciali
il risultato è stato devastante, dal mal di pancia alla nevrosi isterica.
Era davvero tanto che non mettevo qualcosa di nero per tempo prolungato e mai a diretto contatto con la preziosa epidermide della parte superiore del corpo... una volta è stata quel venerdì che andai a Mestre, misi una maglietta nera e l'effetto fu immediato, una sensazione di soffocamento e indebolimento istantaneo, data la fretta quella volta non diedi peso all'accaduto e non appena rincasata mi cambiai, ma ieri ho messo sta canottiera e mi son sentita subito un po' strana, però ho sfidato la mia preziosa percezione e i risultati non si sono fatti attendere, sono stata nera per tutto il giorno e la notte finchè stamattina non l'ho scaraventata al suolo con un senso di liberazione, ma ormai il danno era fatto e non sono migliorata fino al pomeriggio.
Decisione: domani butto in pattumiera (ai poveri va là è meglio) tutto o quasi quello che ho di nero nell'armadio!
Chiusa parentesi per il nero.
I centri commerciali neanche sto a spiegare perchè sono nocivi, provate voi a tornare indenni dalla bolgia dell'acquisto e poi riflettete da soli, non vi servono le mie parole/esperienze.
Tornando a me qualche giorno fa ho implementato il procedimento di auto-accettazione di me stessa con l'intervento drastico della parrucchiera, con la scusa di accompagnare la genitrice da questa amica neo-mamma, ho approfittato per compiere l'atto finale sui miei capelli: taglio nettissimo (mi son rimasti pochi centimetri, forse due o tre) ed emersione dei miei bei fili argentati. Ho scelto una volta per tutte di essere naturalmente io, così come la vita, le mie azioni ed i mei pensieri mi hanno portato a diventare, una vecchietta in anticipo!
Qualcuno la definirà una pazzia, altri un atto coraggioso, in realtà non è nulla di tutto questo, in fondo è solo una delle tante strade che un essere ha a sua disposizione e che ho deciso di percorrere. E poi sto bene con i capelli corti, sono pratici, mi fanno il faccino più vispo, sembro leggermente più magra e più giovane, unico difetto si evidenzia il naso, ma gli occhiali aiutano a sviare l'attenzione ad altro.
Ultima bella decisione presa è quella di farmi dei tatuaggi, oggi sono andata ad informarmi e presto ne vedrete delle belle...
E' un sogno che accarezzo da tanto, troppo tempo, ora ne sono convinta più che mai, ho trovato i soggetti adatti e non vedo l'ora di averli addosso, già li sento miei... :-)
Ultimo pensierino della sera: adoro sentire ridere l'Infanta Imperatrice!
Oggi pomeriggio siamo tornati a caccia di camerette, nel viaggio di ritorno io e lei abbiamo giocato in macchina e le sue risate sonore e cristalline mi hanno trasmesso davvero una gioia pura e profonda... la nostra topolina è meravigliosa e io la amo infinitamente.
Una flessione di forza di volontà e un forte cattivo umore hanno fatto pericolosamente vacillare la mia dieta che venerdì sera ha subito un arresto cardiaco improvviso con il risultato di avermi fatto cedere alla tentazione di n° 2 squisiti e fragranti topini (no, non ratti ma panini) e in più una generosa dose di torta che ha avuto come scusante il compleanno della mamy.
Incredibile quanto danno possano arrecarmi due semplici e banali gesti quotidiani:
1 - l'indossare una canotta nera,
2 - andare a centri commerciali
il risultato è stato devastante, dal mal di pancia alla nevrosi isterica.
Era davvero tanto che non mettevo qualcosa di nero per tempo prolungato e mai a diretto contatto con la preziosa epidermide della parte superiore del corpo... una volta è stata quel venerdì che andai a Mestre, misi una maglietta nera e l'effetto fu immediato, una sensazione di soffocamento e indebolimento istantaneo, data la fretta quella volta non diedi peso all'accaduto e non appena rincasata mi cambiai, ma ieri ho messo sta canottiera e mi son sentita subito un po' strana, però ho sfidato la mia preziosa percezione e i risultati non si sono fatti attendere, sono stata nera per tutto il giorno e la notte finchè stamattina non l'ho scaraventata al suolo con un senso di liberazione, ma ormai il danno era fatto e non sono migliorata fino al pomeriggio.
Decisione: domani butto in pattumiera (ai poveri va là è meglio) tutto o quasi quello che ho di nero nell'armadio!
Chiusa parentesi per il nero.
I centri commerciali neanche sto a spiegare perchè sono nocivi, provate voi a tornare indenni dalla bolgia dell'acquisto e poi riflettete da soli, non vi servono le mie parole/esperienze.
Tornando a me qualche giorno fa ho implementato il procedimento di auto-accettazione di me stessa con l'intervento drastico della parrucchiera, con la scusa di accompagnare la genitrice da questa amica neo-mamma, ho approfittato per compiere l'atto finale sui miei capelli: taglio nettissimo (mi son rimasti pochi centimetri, forse due o tre) ed emersione dei miei bei fili argentati. Ho scelto una volta per tutte di essere naturalmente io, così come la vita, le mie azioni ed i mei pensieri mi hanno portato a diventare, una vecchietta in anticipo!
Qualcuno la definirà una pazzia, altri un atto coraggioso, in realtà non è nulla di tutto questo, in fondo è solo una delle tante strade che un essere ha a sua disposizione e che ho deciso di percorrere. E poi sto bene con i capelli corti, sono pratici, mi fanno il faccino più vispo, sembro leggermente più magra e più giovane, unico difetto si evidenzia il naso, ma gli occhiali aiutano a sviare l'attenzione ad altro.
Ultima bella decisione presa è quella di farmi dei tatuaggi, oggi sono andata ad informarmi e presto ne vedrete delle belle...
E' un sogno che accarezzo da tanto, troppo tempo, ora ne sono convinta più che mai, ho trovato i soggetti adatti e non vedo l'ora di averli addosso, già li sento miei... :-)
Ultimo pensierino della sera: adoro sentire ridere l'Infanta Imperatrice!
Oggi pomeriggio siamo tornati a caccia di camerette, nel viaggio di ritorno io e lei abbiamo giocato in macchina e le sue risate sonore e cristalline mi hanno trasmesso davvero una gioia pura e profonda... la nostra topolina è meravigliosa e io la amo infinitamente.
22 maggio 2008
Nuovo Video!
Stavolta mi sembra un po' meglio, nonostante lo debba pubblicare in bassa qualità altrimenti la linea non regge...
Un bel mantra con soggetti floreali tutto dedicato alla mia mammina e a voi lettori silenziosi di questo blog ^_^
Un bel mantra con soggetti floreali tutto dedicato alla mia mammina e a voi lettori silenziosi di questo blog ^_^
20 maggio 2008
Mamma

La parola più dolce che mi viene in mente oggi è mamma, ti rispecchia in pieno questa parola mia adorata madre, la tua gentilezza e la tua disponibilità sono inesauribili, ognuno ti adotta come la mamma ideale.
Fantastica cuoca, perfetta casalinga, ogni tuo gesto ha un significato e un rituale particolarmente aggraziato, ad esempio tu non spazzi il pavimento: tu accarezzi la terra, non mescoli le pentole meccanicamente, no ogni mestolata è un giro magico intriso d’amore come se preparassi una pozione di felicità per ogni pasto, per ogni commensale, con uguale affetto e importanza per tutti.
Ti guardo attraverso le rughe che ti solcano il viso e ti ammiro ogni giorno di più.
Ah mamma! Se avessi ereditato tutta la tua dolcezza sarei certamente una diabetica cronica!
Invece io sono io e tu sei tu. Ci ho messo parecchio a capirlo sai mamma.
Ho cercato disperatamente di assomigliarti e di imitarti alla perfezione, ma sebbene simili non saremo mai uguali … io non stirerò mai una camicia con la tua passione (i risultati in effetti si vedono) né saprò mai curare una pianta al tuo modo, ma nonostante questo ho capito di non essere sbagliata, sono solo io.
Mi hai dato tutta te stessa, ti ho ricambiato spesso con delusioni e frasi dure, mi dispiace dal profondo del cuore. Quanti “scusa” non ti ho mai detto, quante volte non ti ho abbracciato e lodato come meritavi, ma tu sei generosa anche nel perdono e non mi hai mai abbandonato, anzi forse ti sei chiesta cosa e dove avevi sbagliato.
Tu sei una grande anima mamma, non sbagli mai, se non sottovalutandoti e rendendoti eccessivamente schiava della tua casa, delle tue abitudini, dei tuoi doveri verso la famiglia, in particolare verso Luca.
Ultimamente ti ho sentito dire che la tua vita non è andata come avresti voluto, eppure nel profondo del cuore sai di averla scelta così come l’hai vissuta.
E’ facile essere buoni e bravi quando tutto ti va bene e vivi nella bambagia, tu te la sei guadagnata e sudata quella poca tranquillità che volevi e continui a farlo ogni giorno, con fatica e sacrifici, pensa a quante cose hai imparato, a quante esperienze hai fatto, ne hai fatta tanta di strada mamma! Probabilmente se una prossima vita c’è deciderai di passarla più tranquilla e con meno fardelli, ma per ora sii fiera di te, guarda che splendida nipote hai… se c’è è anche perché ci sei tu.
Nonna viziatrice di bambini, ti abbracciamo forte e ti diciamo un grande e sonoro “ti vogliamo bene”! Tanti auguri di buon compleanno Renata, sii felice come lo siamo noi di te.
Mi sento privilegiata ad essere tua figlia ogni giorno di più, specie ora che so di essere una donna e non più una bambina, guardami anche tu così mamma, hai fatto del tuo meglio con me e sei stata grande, ora è tempo di camminare non da soli, ma fianco a fianco, non più sulle tue spalle, ma mano nella mano.
Spero di esserci sempre quando ne avrai bisogno come tu ci sei stata per me, anche se non saprò restituirti tutto l’amore che mi hai donato cercherò di fare altrettanto con Francesca, sei il mio esempio … e che esempio! Grazie mamma …
Come al solito non esce mai quello che volevo scrivere quando mi siedo davanti al pc, ma cosa posso farci, va così!
Fantastica cuoca, perfetta casalinga, ogni tuo gesto ha un significato e un rituale particolarmente aggraziato, ad esempio tu non spazzi il pavimento: tu accarezzi la terra, non mescoli le pentole meccanicamente, no ogni mestolata è un giro magico intriso d’amore come se preparassi una pozione di felicità per ogni pasto, per ogni commensale, con uguale affetto e importanza per tutti.
Ti guardo attraverso le rughe che ti solcano il viso e ti ammiro ogni giorno di più.
Ah mamma! Se avessi ereditato tutta la tua dolcezza sarei certamente una diabetica cronica!
Invece io sono io e tu sei tu. Ci ho messo parecchio a capirlo sai mamma.
Ho cercato disperatamente di assomigliarti e di imitarti alla perfezione, ma sebbene simili non saremo mai uguali … io non stirerò mai una camicia con la tua passione (i risultati in effetti si vedono) né saprò mai curare una pianta al tuo modo, ma nonostante questo ho capito di non essere sbagliata, sono solo io.
Mi hai dato tutta te stessa, ti ho ricambiato spesso con delusioni e frasi dure, mi dispiace dal profondo del cuore. Quanti “scusa” non ti ho mai detto, quante volte non ti ho abbracciato e lodato come meritavi, ma tu sei generosa anche nel perdono e non mi hai mai abbandonato, anzi forse ti sei chiesta cosa e dove avevi sbagliato.
Tu sei una grande anima mamma, non sbagli mai, se non sottovalutandoti e rendendoti eccessivamente schiava della tua casa, delle tue abitudini, dei tuoi doveri verso la famiglia, in particolare verso Luca.
Ultimamente ti ho sentito dire che la tua vita non è andata come avresti voluto, eppure nel profondo del cuore sai di averla scelta così come l’hai vissuta.
E’ facile essere buoni e bravi quando tutto ti va bene e vivi nella bambagia, tu te la sei guadagnata e sudata quella poca tranquillità che volevi e continui a farlo ogni giorno, con fatica e sacrifici, pensa a quante cose hai imparato, a quante esperienze hai fatto, ne hai fatta tanta di strada mamma! Probabilmente se una prossima vita c’è deciderai di passarla più tranquilla e con meno fardelli, ma per ora sii fiera di te, guarda che splendida nipote hai… se c’è è anche perché ci sei tu.
Nonna viziatrice di bambini, ti abbracciamo forte e ti diciamo un grande e sonoro “ti vogliamo bene”! Tanti auguri di buon compleanno Renata, sii felice come lo siamo noi di te.
Mi sento privilegiata ad essere tua figlia ogni giorno di più, specie ora che so di essere una donna e non più una bambina, guardami anche tu così mamma, hai fatto del tuo meglio con me e sei stata grande, ora è tempo di camminare non da soli, ma fianco a fianco, non più sulle tue spalle, ma mano nella mano.
Spero di esserci sempre quando ne avrai bisogno come tu ci sei stata per me, anche se non saprò restituirti tutto l’amore che mi hai donato cercherò di fare altrettanto con Francesca, sei il mio esempio … e che esempio! Grazie mamma …
Come al solito non esce mai quello che volevo scrivere quando mi siedo davanti al pc, ma cosa posso farci, va così!
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