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31 maggio 2010

La magia delle parole


Beauty and Death by *cabotinecco On DeviantArt



Eh si, la comunicazione è una prerogativa dell'essere umano ed è una vera e propria magia, specialmente quando  sboccia in un bambino.
Mi sono persa la "documentazione" dei progressi dell'Infanta Imperatrice, vuoi per pigrizia o per impossibilità ormai è andata così.
Mi sarebbe piaciuto ricordare cosa voleva dirmi la mia bambina con " cacca" , perchè, oltre all'accezione originale, questa piccola parola significava ben altre quattro cose di cui una (sono sicura) era gelato, chissà per quali motivi, forse perchè non volevamo che lo mangiasse e allora provavamo a convincerla che non era buono, ma lei non è mai stata così scema da crederci!!!!
Al giorno d'oggi si fa ancora un sacco di discorsi tutti suoi che è una bellezza ascoltare, però sa formulare anche delle frasi perfette che talvolta lasciano di sasso.
Quelle più carine che ricordo sono: "Sei così matta mamma!" mentre finge di farmi una foto con le staccionate dei lego o qualsiasi altro oggetto che sia fornito di un buco in cui guardare;
"anch'io vado 'cuola co bambini" quando sente le voci dei suoi futuri compagni d'asilo (ora lo dice entusiasta poi vediamo a settembre!!!)
"io mangio tutta pappa" che a volte è vero, ma molte altre no...
"tu sei troppo piccolo" riferito al suo fratellino Zar in qualunque occasione, giusto per ribadire che il capo è lei!
"NO, io sono Checca!" affermazione perentoria del suo nome quando la si chiama in qualsiasi altro modo, tipo "sei una birichina";
MA dulcis in fundo ... la migliore di tutte : "vojo tanto bene mamma" ... (abbracciandomi e dandomi le carezzine)
la prima volta sono rimasta scioccata
non riesco ad abituarmici
nemmeno adesso che me lo dice per ruffianeria in cambio di qualcosa che desidera
con quelle semplici paroline sono in suo potere
e mi squaglio come neve al sole in un tiepido giorno di primavera...

pensa se ce lo dicessimo sinceramente tutti quanti, tutti i giorni.


Vi voglio bene.

12 marzo 2009

Felicità in bollicine


Foto mia :) - Dyda81 su Deviantart

La più famosa bibita del mondo ha recentemente immesso nelle nostre televisioni uno spot pubblicitario che dice "veniamo al mondo per essere felici"... ed io ogni volta fatico a trattenere la lacrimuccia, maledizione!
Un po' per la storia che racconta, un po' per le parole, bisogna dire che stavolta i fottutissimi pubblicitari me l'hanno fatta! Beh complimenti, ci sono ancora delle menti geniali in circolazione.
In questo mondo, così abbruttito dall'intervento umano, stentiamo a riconoscere lo scintillio divino che anima la vita di tutti i giorni, di tutti gli esseri, a volte una stupida pubblicità può aiutare a ritornare ad una consapevolezza più profonda, anche se non per questo stapperò una bottiglia di merda-cola per sentirmi felice!
(Rido)
Oggi mi sento bene, direi.
Un merito grande ce l'ha anche lo splendido sole che mi riscalda un po' il gelido cuore, mi auguro preparandolo ad un risveglio primaverile, possibilmente perenne...
La vita quotidiana è sempre frenetica e a tratti difficile, ma in ogni piccola cosa è nascosto un sorriso, un insegnamento, sottilissimo e sfuggente, perciò così prezioso, il difficile non è tanto accorgersene, quanto accettarlo.
Ieri ad aumentare la bellezza degli avvenimenti si è aggiunta l'ecografia del nostro piccolo futuro ometto, che dire, è sempre emozionante vederlo su quello schermo in bianco e nero mentre si muove magicamente ed in contemporanea lo senti nella tua pancia, in attesa di stringerlo fra le braccia, piccolo e perfetto, amorevolmente divino.
L'Infanta Imperatrice intanto scopre il suo corpo, in tutto e per tutto, in quanto ha preso il vizio di spogliarsi per casa oltre che riconoscere le varie parti che le menzioni indicandole.
Il Generale Vittorioso ha intrapreso una nuova avventura, nella quale finalmente sono concorde ed entusiasta anche io (finalmente!): lezioni di canto!
A parte il discutibile sprint iniziale che ha avviato il tutto, cioè X-factor, il seguito è certamente migliore! Cantare è una delle migliori arti con cui noi, strumento perfetto, possiamo trasmettere la nostra anima appieno e far vivere incantevoli emozioni al prossimo, sempre che questo le voglia percepire ovviamente.
A parte tutto cantare è davvero bello e rilassante, ricordo tanto tempo fa in cui il canto in gruppo era un appuntamento fisso ed immancabile, oltre al canto di tutti i giorni sulle innumerevoli audiocassette che giravano sempiterne nella nostra cucina di casa... ora tutto si è perso, ma non per sempre spero.

27 novembre 2008

Neve...

Provo a scrivervi qualcosa, dopo ormai una settimana di assenza...
In questo preciso istante non mi sento proprio benissimo, ma non è niente di grave, non preoccupatevi!
Dunque in questi giorni sono occupata, oltre che con l'Imperatrice, con la lettura e con il sito-incubo di mio marito, che coglie ogni attimo libero per assillarmi con il suo progetto, ma purtroppo non ho le conoscenze e le abilità necessarie per renderlo concreto, causando un diffuso nervosismo (mio) e una certa triste non-rassegnazione (sua).
Tutto ciò è ovvia causa di stress, anche perchè il Generale sta cercando di smanettare col malefico Gimp (un programmino free di grafica) che io non so usare e che apertamente denigro per la sua inutilità e ottusa complicatezza, detto questo lui cerca consiglio in me che un po' so usare Photoshop, ma le cose non coincidono e si combinano solo dei gran pastrocchi!

Poi, la mia divina madre non è stata tanto bene in questi giorni a causa di un bastardo mal di schiena, quindi ho saltato nuoto per stare con la piccola Infanta, infondo è stato un bene in quanto la mia adorabile amichetta Ryba li ha fatti morire a suon di vasche eh eh eh, in più oggi è stato male anche il mio fratellone, quindi abbiamo una famiglia un po' acciaccata dai mali di stagione.

L'Infanta è meravigliosamente terribile, adesso ha imparato anche a dire di sì con la testa, fa la sprotta con tutti e mostra fiera i suoi stivaletti a chiunque con un'eleganza da ballerina; ha sviluppato una insana passione anche per il vaso delle immondizie, cioè: ci mette dentro i suoi pannolini sporchi dopo il cambio, però se deve farmi un dispetto tira fuori tutto quello che c'è dentro!!! Senza contare che se trova il vaso dell'umido assaggia incuriosita gli scarti, bleeeeaaah!
Io sono abbastanza rapida di solito nell'intervento, ma a volte non ce la faccio proprio e mi frega!
Ha anche scoperto la passione per le matite e le penne, scrivendo su fogli e mobilia e le piace un sacco travasare le monetine dal portamonete alle sue pentoline, ci sta delle mezz'ore con una tranquillità impressionante.
Il dilemma sono sempre questi dentini che non spuntano... ormai ha 15 mesi ne ha solo 2, mi devo preoccupare??? Mah.... in compenso ha fatto un po' di capelli, ma non si lascia fotografare, si muove sempre come una biscia.

Bene fatta un po' la cronaca familiare veniamo alla cosa più bella...
Lunedì mattina ha nevicato... io amo profondamente la neve. Mi dà un senso di pace e silenzio e gioia inauditi.
Poichè le strade erano pericolose, il Generale è rimasto a casa dal lavoro e mi ha svegliato alle 8 per mostrarmi la novità (se non ci fosse stato motivo valido non l'avrebbe fatto perchè SA di rischiare la morte con una cosa del genere!!!), così mi alzo, apro le tende e ... rimango incantata da questi grossi fiocchi che danzano dolcemente davanti alle finestre e si appoggiano ovunque, hanno già imbiancato tutto il prato ed i tetti... e tutto è magia.
Il mondo diventa improvvisamente un sogno, il profumo dell'aria è unico e particolare, il freddo punge, ma non dà poi così fastidio, i passi vengono attutiti e il ricordo del tuo passaggio si trasforma in orme sul bianco manto immacolato... pura poesia.
Ah...se nevicasse almeno una volta alla settimana sarei felice per tutto l'inverno!!!
Invece è così sporadico questo avvenimento quaggiù in pianura e quando accade dura così poco... sarà una nostalgiadi quand'ero piccola, già perchè un paio di volte ha fatto delle grosse nevicate ed io ero sempre ammalata, quindi non me la sono mai goduta come si deve la bianca signora dll'inverno, andare in montagna non è la stessa cosa, è bello, ma non è come fare il pupazzo di neve nel tuo giardino...
Pazienza! speriamo che nevichi ancora :)


8 maggio 2008

Pesce


Mentre il buon Petrucci assorda le mie orecchie (purtroppo serve incredibilmente da calmante all'Imperatrice...) mi accingo a scrivere qualcosina qui.
Oggi io e l'Infanta siamo state al mercato, un turbine di gente e bancarelle, sole, colori, profumi (e odori) che ti ricordano che l'estate si avvicina (nonchè l'aroma di fritto che ti ricorda che sei maledettamente a dieta!!!); una marea di bambini, passeggini e donne incinta, sembra che il boom delle nascite non si arresti da queste parti o forse non l'avevo mai notato prima.
Abbiamo acquistato degli articoli bellissimi per la piccina, che presto vedrete in foto indossati debitamente, trattasi di un paio di sandaletti rosa, una cuffietta fuxia, dei calzini assortiti e un elegantissimo cappellino bianco davvero sciccoso.
A mezzogiorno stavamo tornando verso la macchina e noto che la gente scompare come per magia al suono delle campane, come se fossero tante Cenerentole a cui scade il permesso magico, un fatto curioso non trovate?
Beh a noi non è dispiaciuto e quindi abbiamo attraversato piazze e vicoletti in tranquillità senza dover stare attente che il passeggino urti i nonni imbambolati davanti a qualche banchetto, arriviamo così nel reparto pesce fresco e, memore del nostro programma alimentare, mi sono fiondata da dei conoscenti e ho acquistato del buon pescato.
Giunte a casa si è posto il problema della preparazione di quanto appena comprato... già il pesce è buono ma non è che io abbia una grande esperienza nella sua cottura, così mi invento al volo una ricettina per il pranzo mentre la piccina riposa, filetti di cernia con pomodorini freschi, una favola!!!
Galvanizzata dal risultato ho passato mezzo pomeriggio sul resto: due bellissime orate e una piovra, oltre che la pappa della Francesca e le verdure per noi s'intende.
Per la piovra niente di speciale, la faccio bollita e la schiaffo in acqua non senza un po' di schifo nel lavaggio preliminare, ma le orate... mi sono dimenticata di farmele pulire!!!
Ed ecco che ho dovuto improvvisarmi pescivendola... le squarto e ne dilanio le viscere (a manazze nude), benchè fosse la prima volta mi è andata benone, si è tolto tutto abbastanza in fretta e non ho sbagliato a tagliare, che fortuna!
Insomma alla fine sono andate in forno al cartoccio con tutte le spezie e le erbe aromatiche del caso, un successone... gnam gnam.
Bene!
Domani si va a Mestre, ah da quanto tempo non calco le sue intasatissime vie e la vivace piazza Ferretto, per non parlare dei suoi cinema, uh quante domeniche pomeriggio con le mie fidate amiche in quelle salette anguste, oggi siamo abituati ai super multisala con 12 film in programmazione e gastronomia all'esterno, ma quelli erano tempi fantastici, di autobus persi, di film a sorpresa (non ci informavamo quasi mai...) emozioni senza tempo.
Invece domani si va ad uffici, sperando di trovarli e di fare in fretta le commissioni che mancano.
Non c'è più poesia.
Ora andiamo dall'Infanta che urla a squarciagola e visto l'orario è meglio trovare una soluzione in fretta... qualcuno ha del cloroformio???

14 marzo 2008

Erba e fiori

E così i giorni passano veloci, la primavera si avvicina a grandi falcate portando il suo dolce abbiocco, i suoi odori, i colori...
La Vita che rinasce, sempre, nonostante tutto, ogni anno.
Inizia così la stagione del taglio dell'erba, tutti i possessori di giardini fremono quando la verde distesa cresce veloce oltre il loro limite di tolleranza fissato a 2 centimetri...Così davanti al nostro appartamento si estende pigra la vuota proprietà parrocchiale, leopardata di grosse chiazze azzurre di non-ti-scordar-di-me, al primo sguardo non me n'ero accorta, vedevo solo macchie scure su un'erba novella e non capivo che razza di piante fossero.Poi le prime giornate di vero sole hanno svelato il mistero e ieri quando ho visto un nonno volontario su un bcs (tagliaerba) mi son quasi sentita male, mi taglia quei bei fiorellini appena affacciati alla vita, assassino!!!
Mah, è tutto inutile penso poi, tanto loro ricresceranno in eterno mentre noi ci estingueremo presto se continuiamo ad avere così poco rispetto e gratitudine per nostra Madre Terra.
Le margherite in particolare sono resistentissime, tanto che si piegano ma non si tagliano sotto le lame del tuo nefando tagliaerba, stanno abbacchiate una giornata e il giorno seguente sono lì, fiere e felici a guardare il sole durante il suo cammino!
Nel nostro giardino condominiale sono talmente grosse e alte che paiono margheritoni ogm...
Bellissime.
Ricordo di quando tentavo di farne braccialetti e poi me le mangiavo... ho assaggiato quasi tutto nei campi e ogni cosa ha il suo sapore particolare con un sottofondo di erba di accompagnamento.
L'erba è tanta, è diversa, non è tutta uguale, c'è il trifoglio, le spighe matte, l'erba besegola (ovvio che non li so i nomi scientifici, so il nome che gli davano i contadini), la gramigna, il prato inglese, i carletti, il radicio de can ossia tarassaco (che amaro!) e tanta tanta altra erba... tutta bella, tutta buona, tutta soffice, tutta che inverdisce i vestiti quando ci scivoli su.
E anche tutti i fiori di campo sono buoni e lisci, vellutati e profumati (a parte le viole che per me puzzano)... incredibilmente colorati e unici, uno ad uno.
Ognuno nasce nel suo posto preferito, chi all'ombra e all'umido, chi in pieno campo sotto il sole cocente, chi in gruppo chi solitario, come noi.
Ognuno di noi è un bel fiore che sta come meglio può nel giardino della vita.

29 febbraio 2008

Sospiro di sollievo

Aaaaaaaaaaah!

Oggi mi sento decisamente bene!

Ieri sera l'Infanta ha esaudito il mio desiderio: ha mangiato tutta la pappa senza storie e si è addormentata alle 21.40, decisamente un record!!!

Quello che mi rincuora è che ha ripreso a mangiare senza urlare come un maiale al macello (che non è molto gradevole) anche se mangia la sera invece che a mezzogiorno a me va bene lo stesso e chi se ne infischia del pediatra!

Stamattina mi sono lanciata in imprese non facili, ma ho avuto successo, almeno nella prima, mi spiego sono riuscita a montare il passeggino tutto da sola senza l'intervento ingegneristico del Generale nè del Papi e già questo vale come una medaglia d'oro alle olimpiadi per me!

Inoltre credo di non aver rotto o rovinato niente..........................

Seconda impresa: Pane!

Adoro pastrocchiare in cucina, erano giorni che avevo questa tentazione di sporcarmi per bene le mani di farina acqua e quant'altro! Mmmmh, l'impasto è buono (io assaggio sempre tutto in corso d'opera) ora è lì che riposa coperto con tanto amore e lievita...

E' straodinario cucinare, creare!

Io non sono brava a inventare nuove ricette, ma per fare quelle esistenti me la cavo discretamente, mi soddisfano soprattutto i dolci che amo decorare, tempo permettendo.

Intendiamoci non sono una pasticcera, piuttosto una pasticciona ma mi piace tanto e mi dà soddisfazione, come da piccola... le magiche torte di sabbia e terra, non so di preciso cosa fosse, ma di fianco al garage, davanti a una lapide di qualche avo (incredibile cosa non ci fosse in quella casa!!!) c'era la qualità migliore di "impasto" per torte non commestibili!

I decori variavano a seconda delle stagioni: fiori e frutti non maturati di albicocche e susine, fiori di ogni tipo (qualcuno rubato dall'orto botanico con conseguente sgridata <> ), bacche bluastre e fiori bianchi o violacei dagli alberi puzzolenti, sassolini, erba... tutto era buono per fare piccoli capolavori poi distrutti senza pietà. Come piccoli mandala tibetani creati con tanto tempo e pazienza e in un attimo dissolti.

Sono scivolata ancora nei ricordi ...


Evvivaaaaaaaaaa ho trovato il nome degli alberi puzzolentiiii CLERODENDRO


28 febbraio 2008

Campagne e raccolti

Riprendo il filo dei ricordi...
Oltre il giardino c'era la vera libertà... i campi!
Un prato d'erba, due orti, un vigneto, due campi coltivati a granoturco e un campetto incolto erano i luoghi di proprietà di famiglia, certo non poco per scorrazzare, ma laggiù a sud un paio di appezzamenti più in là c'era il posto più interessante: il canale. Si poteva accedere tramite una stradina di ghiaia oppure attraverso corridoi d'erba che fiancheggiavano i piccoli canali di scolo delle piantagioni.
Quando erano piccoli i miei nonni e i miei zii lì ci potevano fare il bagno e pescare, ma alla mia di giovinezza l'acqua era diventata melmosa, piena di alghe e di immondizia e sudiciume da fabbrichette... però vedere scorrere quel liquido era profondamente ipnotizzante e rilassante, la vera magia poi era il bosco di pioppi.
In estate le piccole foglie a cuore lucide frullavano alla minima brezza e fra i rami tanti uccellini avevano il loro nido lassù e cantavano felici.
Ricordo che una volta i proprietari avevano lasciato crescere l'erba a dismisura, io sì, ero piccola ma i verdi fili erano più alti di me! E' una delle sensazioni più belle che abbia mai provato... avanzare a tentoni in un bosco in un mare d'erba fresca che ti sosteneva se inciampavi, ti nascondeva la via, per farti uno scherzo ti faceva trovare un tronco di pioppo proprio a un centimetro dal naso rischiando di sbatterci, poi ad un tratto ti perdevi e non sapevi come uscire e ti faceva paura tutto quel rumore delle foglie sopra la testa, ma un raggio di sole ti illuminava e tornavi in pace con tutto quello che avevi intorno e tornavi a scorrazzare allegra come un'ape sui fiori...
Alcuni dei momenti più felici poi erano il raccolto del fieno e il raccolto delle pannocchie.
Nel primo caso perchè dopo aver aiutato (pochissimo...) a raccogliere la paglia mi mettevano sopra la montagnola sul carro e mi portavano al fienile a traino, pareva di essere una regina sulla portantina! Ha! Vedere tutto dall'alto dava l'impressione di averne il controllo, ti lasciavi cullare dal dolce oscillare di quello strano mezzo di trasporto poi di lasciavi cadere stesa e ti godevi il sole cocente che faceva sprigionare l'aroma dell'erba secca... Alla fine bisognava scendere, ma il divertimento poteva continuare su nel fienile!
Quando si raccoglievano le pannocchie di granoturco invece era tutto più faticoso, le foglie fanno un prurito bestiale, sono ruvide e taglienti e non passa molta aria, perciò non era gradevole starci ore a sgobbare perchè non è che il grano ti salti in braccio, ma io ero esentata dal lavoro forzato!
Facevo solo quello che volevo per quanto tempo volevo (che bei tempi...).
Una volta che tutti i cesti disponibili erano pieni si caricavano sempre sul super carro e si portavano al granaio e si issavano con le carrucole e le corde, purtroppo non mi hanno mai voluto tirare su in un cesto, pesavo troppo dicevano, così mi toccava stare a guardare...
Altro posto interessante il granaio... faceva parte della casa, ma si accedeva solo dalla scaletta esterna di legno e sapeva di muffa e di stantio, dentro oltre al grano ci tenevano i macchinari per sgranare il granturco e macinarlo, qualche vecchissimo armadio, i setacci, ma la cosa più bella era il presepe!
Con tutte le casette e i personaggi e le pecore, ognuno aveva contribuito a sfamare uno o più topi, cosicchè risultavano bucherellati o moncherini... ma era bello lo stesso!
Lassù la cosa più bella era letteralmente nuotare fra i gialli chicchi secchi accumulati sul pavimento, sì perchè una volta sgranato il mais non veniva macinato tutto subito, ma si lasciava seccare e riposare per tutto l'anno quello che non si usava per le galline; mese dopo mese si abbassava il mucchietto ma poi tornava ad alzarsi perchè c'erano altre pannocchie intere!
Era meraviglioso rilassarsi in quella marea che si assecondava al tuo corpo molto meglio del materasso, non ammaccava mai e ti massaggiava dolcemente infine era buono anche da sgranocchiare oltre che per giocare!
Altro raccolto importante era la vendemmia, ma mi è sempre piaciuta meno delgi altri, forse perchè era già cominciata la scuola, forse perchè non si poteva salire sul carro altrimenti rovinavi l'uva... l'unica cosa interessante era spremere i grappoli e controllare il mosto, ma era costantemente infestato di moscerini e aveva un odore che non mi è mai piaciuto molto.
La campagna regalava un sacco di spazio, piante e animali con cui perdersi e giocare, si poteva correre a perdifiato nell'erba sotto il sole, passggiare tra le vigne raccogliendo bianche margherite o gialli tarassachi, nascondersi nel granturco, infiltrarsi negli orti senza farsi notare, saltare nei piccoli fossi dando la caccia alle rane... ogni stagione aveva la sua peculiarità, i lavori da osservare, le semine da scoprire, i raccolti da seguire, i fiori da annusare e la natura ti regalava sempre qualche cosa con cui inventare storie e passatempi, senza spendere un centesimo, senza bisogno di corrente, di internet, nemmeno di compagni in carne ed ossa... la tua fantasia bastava.

26 febbraio 2008

Spazio giochi

Inizia così una serie di post che intendo dedicare ai miei ricordi d’infanzia perlopiù prima dei dieci anni, il periodo che reputo il più spensierato e felice della mia vita, quando tutto era un gioco sorprendente, avventuroso, emozionante…
Così mano a mano che riaffiorano le cose mi piace scriverle perché non si perdano per sempre nella mia memoria a volte un po’ birichina.

Da bambina sono vissuta in una casa in campagna, in un piccolissimo paese sconosciuto ai più.
La costruzione era grande vecchia e malconcia, ma la dividevamo con i vicini ed i nonni, cosicché per noi diventava piccina (ma di questo parleremo in un altro momento) la cosa interessante era che sul davanti c’era un’ aia, irregolare con un po’ di cemento spianato a mo’ di marciapiede davanti al portico e dell’erba, recintata al confine sud da un pollaio, baracche di ogni tipo e un cancello di rete che permetteva al carro grande di passare (solo in seguito al trattore!).
Al confine est si estendeva una rete verde che divideva la proprietà dei vicini con tre alberelli bassi, larghi e puzzolenti disposti dalla casa fino all’angolo a sud dove svettava il ricovero degli attrezzi / fienile riassunto col nome di “barco”, una costruzione antica, di legno scuro e marcio, chiusa completamente sul lato nord ed est, ma la sua architettura per me è indescrivibile…
Al solo avvicinarsi si udiva il gran lavorio dei tarli su quelle vecchie travi; è sempre stato un posto misterioso e un po’ pauroso per me il suo piano inferiore mai del tutto esplorato.
Il pavimento era fatto di terra battuta e muschiosa, nello spazio sotto il fienile c’erano tanti di quegli attrezzi d’epoca, carri, mobili raccattati chissà dove, e poi la legna accatastata, ragnatele ovunque, gli scaloni a forma di “A” appesi con un sacco di altre cose indescrivibili… ma poi c’era quella scala verticale, fatta proprio di rami d’albero, mica come quelle di adesso, quella portava al paradiso!
Era il fienile, sempre mezzo pieno di quella secca erba inutile, dato che non c’erano più le mucche come anni addietro, un posto caldo, sicuro, un covo soffice soffice, profumato e scricchiolante, là si poteva stare tranquilli da tutto e da tutti, ci si poteva nascondere quando si giocava a nascondino con i rari amici, coccolare e scaldare in mezzo alla paglia o saltare e scatenarsi alzando nuvole di polvere (e le ire dello zio che poi risistemava tutto).
Quello era anche il posto preferito delle gatte mezze selvatiche per partorire i loro micini, così quando non avevano più la pancia il primo posto dove guardare era lassù, con attenzione, tra le assi sul perimetro o sulla paglia più alta e quando li trovavi… mamma mia che belli quei gattini con gli occhietti ancora chiusi e già le unghie lunghe e graffianti, mucchietti di pelo caldo che potevi tenere un po’ in braccio prima di venire sorpresi da un soffio minaccioso della mamma gatta. Poi lei la stessa notte li spostava e tu non li trovavi più finchè non crescevano… così non si lasciavano più accarezzare e diventavano selvatici come gli altri, uffa, solo disposti a chiedere da mangiare e mai una coccola!
Il confine ovest del giardino era fatto dal garage di lamiera (altro posto interessantissimo) attaccato al pollaio e dalla rete che si estendeva fin dietro la casa, da dove si entrava con la macchina per una stradina di ghiaia e un cancello di legno e rete, in seguito sostituito da uno in metallo (credo costruito proprio dal mio papà) e verniciato di verde. Non so perché ma ogni cosa di metallo veniva verniciata sempre di quel verde scuro… Eppure adesso che ci penso forse c’è stato anche un cancello arancione e ruggine… boh!
Così arriviamo a nord dietro la casa dove c’era un altro pezzetto di erba con al centro un altro albero puzzolente di cui non so il nome, verso est era parcheggiata la cisterna della nafta per scaldarsi d’inverno con un mucchietto di calcinacci davanti, poi attaccata alla casa c’era la grande pianta di ortensie i cui fiori variavano dal blu al rosa con enormi foglie verde scuro e un po’ di pidocchi sempre attaccati, e infine all’angolo nord ovest c’era il pino, alto magro e odoroso di resina che però era malaticcio ed infine è stato abbattuto, anche lui… come la casa.
Questa la sommaria descrizione del mio principale spazio di giochi… una varietà infinita di luoghi misteriosi da esplorare, pertugi bui e paurosi o luminosi spiazzi aperti.
Ci sono così tante cose da raccontare che non saprei da dove iniziare… beh vorrei solo descrivere il muschio per oggi… io non ho mai visto un muschio più vellutato e verde di quello che cresceva in ombra a quella vecchia casa. In tanti altri posti ho visto questo vegetale, ma dappertutto è barboso e giallognolo e lungo e filaccioso, invece quello era incredibilmente compatto, morbidissimo lucido e fitto e non puzzava! Con il muschio si potevano decorare le tortine di terra e sabbia, si poteva fare il presepe (ma si sporcava troppo perciò era proibito portare terra in casa), ma soprattutto non ti sbucciava le ginocchia quando ci cadevi sopra, ti inverdiva solo un po’ gli indumenti ma era soffice e attutiva ogni botta. Gran bella cosa il muschio… mi manca!